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AntoLello
Considerando l'apertura alare e la frequenza del battito delle ali rapportate al peso, è scientificamente provato che un coleottero non può volare. Vola perché non lo sa...
POLITICA
1 settembre 2008
Abbasso i low cost!
Non sarà mica anche contro i voli low cost?
«Sì. Vede, il costo dei beni primari è cresciuto in maniera micidiale: pensi alla casa o all'istruzione. E cosa è calato? I voli aerei, i telefonini. La gente in un appartamento ci vive tutta la vita, però siamo tutti contenti di volare a Londra con 50 euro. Ma che c'importa? Io vorrei che la politica pensasse a provvedimenti che rendano possibile l'acquisto di beni primari, non che favoriscano le spese superflue. Anche perché da turisti siamo felici di volare a prezzi ridicoli, però poi da steward o da hostess siamo assai tristi di guadagnare 800 euro al mese. Vorremmo una società di alti salari e prezzi bassi, e ciò non è possibile».


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SOCIETA'
8 aprile 2008
La saggezza degli anziani
Commento commovente dal PD network:

Come tutti i giorni, tornando dal lavoro sono andata a trovare i miei genitori ottantatreenni. Mio padre era seduto al tavolo della cucina un po' pensieroso e malinconico, sul ripiano della vetrina la lettera di Walter appena arrivata e subito aperta. Ho chiesto a mio padre il motivo della sua tristezza e lui mi ha risposto che avrebbe voluto essere più giovane per poter andare a stringere la mano a chi secondo lui ha dimostrato e dimostra ancora tanta onestà. "Vorrei che si potesse leggere nel mio cuore per mostrare il sentimento di riconoscenza e la certezza dell'onestà delle parole di Walter alla gente che ancora non ha scelto, ha aggiunto quasi commosso, ma quello che non posso fare io mi piacerebbe che lo facessero i miei figli, perchè la nostra Italia deve cambiare e deve riscoprire quei sentimenti di solidarietà e unità che hanno tenuto insieme un poopolo nei momenti più bui. Fatelo non per me che sono al tramonto, ma per quelli che ancora devono vedere l'alba". Mi sono venute le lacrime agli occhi perchè ho capito la profonda sincerità delle sue parole e mi sono ripromessa che presto e comumque vada porterò mio padre a stringere quella mano.

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POLITICA
2 aprile 2008
Pauraaa!!
Ragazzi lo stiamo facendo.
Sapete perchè?Di tanto in tanto visito il sito dell'organo di stampa del pdl,
ovvero "il giornale"..gli umori sono totalmente ma totalmente cambiati.
 Se prima si irrideva, si insultava sulla scia del Capo, adesso c'è ad dir pochissimo
prudenza. I commenti sono tutti impauriti..spesso ammettono la superiorità
del progetto politico del PD e di Walter ma subito dopo concludono ancora con tutte
le vecchie storie (stalinisti,comunisti,tasse e via dicendo)Ma il vento è cambiato ragazzi.
Se "loro" (mi riferisco agli irriducibili berlusconiani) invitano alla calma, alla prudenza,
io vi invito all'ardore, all'energia, alla gioia.
Divertiamoci a vincere. Convinciamoli..sto sudando sette camicie con alcuni,
ma con qualcuno ci sono riuscito (però i berlusconiani d.o.c. valgono doppio!).
Un'Italia nuova?
Si può fare!
Anto



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POLITICA
1 aprile 2008
Pinocchio..e l'EXPO..
L’uso criminoso delle corna. «Non ho mai chiesto l’allontamento di Santoro e Biagi dalla Rai: dissi che facevano un uso criminoso della tv, cosa che Santoro continua a fare anche adesso. L’editto bulgaro è una menzogna, come la vicenda delle corna. Il gesto era rivolto a dei ragazzi per dire loro che le corna non si fanno»
Silvio Berlusconi videochat Corriere.it, 30 marzo


Grande Milano..Grande Italia..povero Silvio..sembre a smembrare la Patria tra comunisti e non so che...abbiamo vinto tutttiiiiiiiiiiii!!!!!!!Lo vuoi capireeeeeeeee!!!!Tutttttiiiiiiiii

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POLITICA
29 marzo 2008
Fermenti..democratici

Oggi voglio proporvi una lettera scritta da Walter Veltroni al direttore di Repubblica, lettera che condivido totalmente....


Buona domenica a tutti!

 

CARO direttore, vedere l'Italia. Candidarsi a guidare un Paese implicava per me quest'obbligo e questa grande curiosità. Vedere l'Italia fa bene. Fa bene uscire dal racconto che la televisione ci regala ogni giorno e sul quale - ne ho raggiunto ormai la piena consapevolezza - tutto il dibattito pubblico si è riferito in maniera ossessiva e facile negli ultimi anni. Anche la politica.

Ho visitato più di ottanta province e alla fine del mio viaggio le avrò viste tutte. In Italia, l'Italia della televisione non c'è. C'è un Paese diverso. Un altro programma, migliore. I modelli, i valori, le parole, il linguaggio, non sono quelli che si ascoltano seduti sul divano di casa. La televisione non racconta e non rappresenta con verità quello che siamo.

È un mondo a parte ormai. Fatto di avatar che magari parlano anche italiano, ma che si muovono e interagiscono tra di loro in maniera totalmente innaturale. Reality e realtà non sono la stessa cosa, anzi spesso sono l'opposto. Persino l'innaturale bianco e nero della vecchia tv era più colorato e realistico dei nostri modernissimi e piatti - in tutti sensi - schermi al plasma. Ho cercato, da ministro delle attività culturali e da sindaco di Roma, di praticare un'idea semplice, persino ovvia. La cultura è l'unicità italiana. E la sua irripetibilità è una delle nostre più grandi ricchezze.

Le attività culturali fanno crescere bene i giovani, offrono loro occasioni belle di incontro, ne esaltano la creatività, li avvicinano alle grandi questioni del loro tempo e del futuro. Non dimentichiamoci che l'arte mette in scena il patrimonio delle nostre esperienze vitali, e rivela i nuovi e ancora segreti bisogni degli uomini. La cultura serve alla politica più di quanto la politica serve alla cultura. Nella spinta verso il cambiamento non si può fare a meno di spalancare spazi alle nuove idee, alle nuove arti, all'espressione della nostra contemporaneità, alle ragazze e ai ragazzi curiosi del mondo, e che vogliono raccontarsi con ogni forma di comunicazione.

Non va dimenticato che l'Italia è il regno dell'arte e della bellezza, splende di una cultura antica e nobilissima. Là dove i doni della storia, gli oggetti testamentari dei nostri antenati sono lasciati da parte o poco valorizzati, lo Stato ha il dovere di riportare vita. Gli stranieri che vengono da noi a bearsi delle antiche virtù italiane, devono guardare al nostro presente con lo stesso rispetto e ammirazione. Bisogna lavorare affinché alla cultura, proprio perché testimone vivente della nostra ricchezza artistica, non si faccia la carità, non sia un costo oneroso, ma una risorsa importante, un'opportunità di lavoro e una fonte di orgoglio e benessere per tutti i cittadini, persino una parte di quella strategia di crescita del Pil che è la mia priorità.

Attualmente i vari comparti della cultura e dell'arte, dal cinema alla musica, ai concerti, alla danza, agli spettacoli dal vivo, eccetera non possono agire con scioltezza e velocità perché sono incagliati nelle more di una burocrazia complicata, contraddittoria, farraginosa e frustrante. Molto si può risparmiare, ad esempio, semplificando la vita dei luoghi e delle imprese culturali, liberandoli dai piccoli e grandi ricatti amministrativi. Si dovrà agire affinché il pubblico dei musei, degli spettacoli e i lettori di libri tornino centrali nella politica delle istituzioni culturali, com'è avvenuto all'Auditorium di Roma, fiore all'occhiello della città e del paese.

Solo in questo modo si potrà puntare a una reale produttività della cultura. Così come bisognerà stabilire al più presto i profili professionali di chi vi lavora, affrancandoli da una insopportabile condizione precaria. E anche nell'ambito dei diritti d'autore i democratici vogliono affrontare la materia, considerando l'artista e il creativo lavoratori a tutti gli effetti, con i loro doveri e i loro diritti. E questo perché senza la loro opera non esisterebbero né arte né cultura.

In armonia con le politiche europee, l'Italia deve pensare a difendere e a costruire per il futuro la sua specifica identità. E se è vero che il processo di globalizzazione tende a farci tutti uguali, a valorizzare i grandi numeri e ad abbandonare a se stessi i piccoli (dove spesso c'è il meglio), è anche vero che offre opportunità nuove, che richiedono da parte nostra coraggio, apertura mentale, prontezza creativa e imprenditoriale. Al contrario di ciò che si pensa, il villaggio globale non ha un solo, megagalattico mercato, ma tanti banchi capaci di soddisfare i gusti più lontani e più diversi.

Certo, noi tutti, anche individualmente, sentiamo la necessità di custodire la nostra singolarità, la nostra unicità, la nostra personalità. La scuola, in proposito, non dovrebbe rendere i ragazzi tutti uguali, ma agire affinché emergano le differenze. La globalizzazione non è un mostro ringhiante, e anche se lo fosse sarebbe vile e sciocco non domarlo. La cultura è fondamentale proprio perché protegge l'integrità etica e spirituale degli esseri umani.

Diceva André Malraux che la cultura è ciò che ha fatto dell'uomo qualcosa di diverso da un accidente del cosmo. Soltanto con una visione ampia, non corporativa della cultura, si è più efficienti e si possono aprire spazi al nuovo, anche sul piano creativo. La coscienza di lavorare tutti per il medesimo scopo, al servizio non solo di noi stessi, ma della comunità e dei nostri figli, è una qualità intrinseca, necessaria a ogni civiltà evoluta.

Oggi "l'impresa" culturale ha urgente bisogno di sveltezza e semplificazione burocratica, di leggi non conflittuali e di un'accorta politica di defiscalizzazione. L'obiettivo è tenere la cultura il più lontano possibile dalle ingerenze dei partiti. E la politica deve sapere che la ricchezza di un paese non si misura soltanto dal Pil. Si può essere desolatamente poveri anche con le tasche piene di soldi. C'è stato qualcuno, nel passato, che quando veniva minacciato dalla spada, rispondeva con l'arma dell'arte. Come dire che con la bellezza si possono anche vincere le guerre. Anzi, non farle proprio.


 


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permalink | inviato da AntoLello il 29/3/2008 alle 22:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
29 marzo 2008
Montanelli
Non avrei mai pensato di dover condividere in pieno un pensiero di Montanelli,
nonostante fosse un grande giornalista. le sue idee non rispecchiavano propriamente le mie..
Adesso però mi sembra il caso di riproporre una breve riflessione...mi piacerebbe molto saperne cosa ne pensano i tanti amici che una volta votavano AN ed avevano una giustificazione e adesso..non ne hanno più!!Ne aspetto di plausibili..


"La scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo"

Indro Montanelli


POLITICA
25 marzo 2008
Scegliamo..alla svelta!
Scelgo di scegliere perchè credo sia una scelta di coraggio.
Senza dubbio è più facile rimanere nell’indeterminatezza di dare contro a tutto, di criticare ciò che ancora non è perfetto. E’ comodo e dalla posizione del non fare si può essere il condottiero di ogni battaglia, il censore buono per tutte le ore.
La mia è una scelta diversa.

Io scelgo di scegliere. Scelgo la responsabilità di fidarmi di un progetto, mantenendo la mia identità e la mia possibilità di critica. Però scelgo.
E questa scelta è stata in realtà piuttosto semplice. Perché non è la scelta di una fazione perfetta, di un operato impeccabile. Io scelgo il progetto migliore nelle condizioni date, che sono le condizioni di una società afflitta da spaventose anomalie nella disuguaglianza di reddito e di sicurezza nel lavoro, tra categorie e tra generazioni.

Non è stato difficile scegliere, perché in campo l’unico progetto disposto a farsi carico di giustizia e libertà è solo uno. E’ solo all’interno del campo riformista che si può continuare a giocare la battaglia di tenere insieme l’innovazione di un paese appiattito dal rifiuto del merito, con la necessità umana e civile che nessuno resti escluso da questo cammino.
Innovazione e inclusione. Uguaglianza e libertà.




Commento (di mauro p. nel sito del pd ) che bacio in bocca!


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permalink | inviato da AntoLello il 25/3/2008 alle 18:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
17 marzo 2008
Lettera al piddì

«Considero Internet uno dei luoghi della nuova politica e, dunque, la Rete sarà una delle forme attraverso cui vivrà la campagna elettorale, oltre che uno dei luoghi in cui si fa la moderna politica e la moderna comunità, un luogo interattivo per costruire un network di persone».

(Walter Veltroni)

 

Carissimi,

con questo blog vogliamo rivolgerci non solo agli abitanti troinesi,della nostra amata Troina arroccata lissù sul cocuzzolo della montagna, di questo paesino che ha una così lunga  e appassionante storia, ma anche a tutti i giovani che vogliono contribuire, nella provincia di Enna e nella nostra amata Sicilia,alla costituzione di un gruppo di Giovani Democratici che possa impegnarsi e radicarsi nel territorio e dare così un'evidente espressione della passione civile e politica che ci sta coinvolgendo in questi giorni!

La rete è molto importante come ci suggerisce il nostro Walter, anche per noi giovani, che per primi facciamo largo uso della tecnologia, e per l’informazione politica ritenendo la rete uno strumento importantissimo sia per la propaganda che per la discussione di un partito.

Per questo alcuni di noi hanno dato vita a questo blog pdtroina.ilcannocchiale.it, che si pone come punto di riferimento per tutti i giovani che si stanno impegnando per costruire i Giovani Democratici e dare così al nostro partito una seria organizzazione giovanile che sappia far sentire la propria voce e il proprio apporto di freschezza così come testimonia in primis il nostro giovanissimo e appassionato segretario Fabio Venezia.

Vi invitiamo dunque a iscrivervi e partecipare attivamente tramite questo blog, per suggerire idee,raccontare esperienze che possano arricchirci, esprimere ideali, esporre in definitiva i vostri problemi, ma anche proposte e sogni!

Anche  a Troina,adesso,

si può fare!

Antonello





POLITICA
16 marzo 2008
La Prostituta..missina

«Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier deve fare i conti con me, che ho pure vent’anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più»

Gianfranco Fini, 18 novembre 2007
 
 come ti piace?

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permalink | inviato da Antonello Casta il 16/3/2008 alle 22:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
12 marzo 2008
La verità delle tasse
Parliamo del paese, Fini: «Confrontiamo le tredicesime del 2005 con quelle del 2007» dice.

Te lo offro io un confronto:

La mia compagna:

da 7 anni con un contratto atipico, nel 2007 per la prima volta è stata assunta con un contratto a tempo determinato. Questo è quanto dalle nuove disposizioni del governo Prodi (grazie Romano).

Direte, ma non ancora indeterminato, ma per la prima volta ha percepito finalmente ferie pagate, malattia, contributi veri etc. Aldilà del fatto che, appunto, sempre con quanto scritto in questo decreto, al raggiungere dei 36 mesi continui, dovrà essere assunta a tempo indeterminato.

Oltre questo, ha percepito un consistente aumento del reddito complessivo.

Il sottoscritto:

piccolo imprenditore (studio di visual design), dopo anni di fatturato più o meno allineato, con le tasse pagate tutte e con gran fatica, i tanto demonizzati studi di settore che hanno spaventato tanti (panifici che non dichiaravano di avere un forno, parrucchiere senza phon etc, etc) un’oculata, infinitesimale, onestissima dichiarazione ci avrà premiato? Per la prima volta, ripeto su un fatturato perfettamente allineato all’anno precedente abbiamo pagato meno tasse!

Abbiamo trovato casa, ci aspetta un faticosissimo mutuo di 30 anni, vorremmo coronare un matrimonio, e tante aspettative per un paese moderno, ricco di tanta cultura e buon fare.

Vivo in un’altra Italia?

Forza Walter. Questo e solo un preludio ad una nuova Italia, si può fare!
(ringrazio "depage" per questo contributo che ho fedelmente riportato)

Essendo un modesto consulente paghe, se permettete i calcoli a Signor Fini li faccio io
Prendiamo come esempio un cud di un soggetto impiegato nel terziario con moglie e due figli a carico.
Supponiamo che abbia percepito 17 mila euro lordi nel 2006 e nel 2007
nel 2006 avrebbe pagato 841 euro di irpef
nel 2007 ne pagherà 602
(Grazie a Filippo Anatra di cui riporto questo contributo)

Ragazzi,Fini è servito..vada a fare "lo sguattero" da qualche altra parte.

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permalink | inviato da AntoLello il 12/3/2008 alle 17:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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